RIFIUTI: UN BEL PROBLEMA DA RISOLVERE

Rifiuti

ACQUA PUBBLICA – FACCIAMO IL PUNTO !!

Acqua

DEMOCRATIA (δημοκρατία)

Grecia

OGNI GIORNO UN RICATTO UCCIDE UN DIRITTO

 Cari e care,

in questi giorni affrontiamo un compito importante: impedire alla politica di mancare di rispetto ad esseri umani, cittadini e interi popoli. Trionfa nel dibattito pubblico un’arroganza senza limiti: Matteo Salvini irride persino Papa Francesco, colpevole di aver chiesto perdono per coloro che non sanno accogliere chi scappa dalla fame e dalle guerre. Beppe Grillo scende nella fogna con gli altri, dimostrando che topi, immondizia ed esseri umani in fuga hanno per lui lo stesso valore, cioè nessuno.
C’è più impegno in questa Italia per la difesa della Nutella che per la difesa dei diritti degli esseri umani in carne ed ossa.
Dobbiamo salvare l’Italia da un intollerabile declino e difendere persino il senso delle parole per affermare che un diritto è un diritto e non la concessione del potente del momento. Accade così anche per gli insegnanti precari, di cui il Presidente del Consiglio Matteo Renzi disconosce il diritto ad essere assunti, trasformandoli in arma di ricatto utile soltanto ad ottenere l’approvazione di un provvedimento sbagliato e inviso a tutto il mondo della scuola.
Siamo di fronte ad un gigantesco gioco di ricatti. Esseri umani trasformati nel terreno di un vergognoso e volgare scambio: sono strumenti di contrattazione diplomatica i corpi dei migranti ammassati sugli scogli di Ventimiglia, diventano ‘posta in gioco’ gli insegnanti ed è ricattato anche il popolo greco a cui l’Europa sta lasciando solo la scelta tra la povertà del taglio di salari e pensioni e quella derivante dal fallimento dello Stato.
Cittadini che governi e tecnocrazie trattano come ostaggi: che vergogna. Non è per questo che sono stati eletti, lo ricordino. Metteremo fine a questo scandalo, costruendo una forza politica diversa, la forza del riscatto sociale e politico della nostra Italia malata. Dobbiamo farcela e ce la faremo, non ho dubbi.
Di tutto ciò discuteremo in un grande assemblea a Roma l’11 luglio, ma è intanto importante ribadire alcune semplici cose.
La prima: noi siamo favorevoli alle stabilizzazioni dei precari della scuola, tutte. Chiediamo da mesi di approvare lo stralcio di questa parte del provvedimento. Con questa mossa si potrebbe risolvere il problema del precariato e nello stesso tempo consentire una discussione approfondita e condivisa sul resto della legge. Perché dicono no? SEL propone un piano pluriennale di assunzioni, rivolto non solo ai GAE, ma anche ai TFA, PAS, Ssis del concorso 2012, a tutti gli idonei che sulla base della sentenza della Corte di Giustizia europea dovrebbero essere assunti. I nostri emendamenti sono 263, tutti di merito, indispensabili per cambiare un provvedimento molto complesso, che non condividiamo, che dà, ad esempio, poteri al preside come fosse un dirigente d’azienda. La verità è che Renzi sulla scuola ha fallito e non ha il consenso del Parlamento e del Paese. Non peggiori la sua situazione: stabilizzi i precari e dia il tempo al Parlamento di riscrivere da capo la riforma. Leggi le nostre proposte.

La seconda: chiediamo al Governo italiano di rilasciare ai migranti in transito nel nostro paese quei permessi di soggiorno per motivi umanitari che gli permetterebbero di attraversare le frontiere. Poi il Governo ripensi completamente le politiche del nostro paese sull’immigrazione e metta definitivamente fine ad una logica emergenziale. L’Unione Europea, i suoi singoli paesi membri, hanno infatti finora agito con l’egoismo dell’irresponsabilità, preoccupandosi di salvaguardare i confini anziché le vite umane, nascondendo dietro la presunta “lotta agli scafisti” la volontà di rafforzare il controllo militare delle frontiere. A Ventimiglia, come i nostri parlamentari hanno verificato, siamo vicini ad una situazione di pura crudeltà. Per dire basta saremo presenti in piazza del Colosseo a Roma il 20 Giugno alle ore 15 per la manifestazione ‘Fermiamo la strage subito!’. Approfondisci leggendo qui.
La terza ed ultima: non lasceremo sola la Grecia, non lasceremo che in Europa prevalgano sempre e solo le logiche dell’economia finanziaria e mai i bisogni dei popoli. L’Europa non può trattare il premier greco come l’esponente di un Paese che disobbedisce agli ordini, perché Tsipras ha ricevuto un mandato chiaro dal suo popolo attraverso le elezioni. Per questa ragione abbiamo depositato in Parlamento una mozione che impegna il Governo a dare più coerenza alla battaglia contro le politiche di austerità, e ad aiutare la Grecia a sostenere le sue ragioni presso le istituzioni europee. Chiediamo la rimozione di tutte quelle misure che minano la solidarietà, l’uguaglianza e la democrazia, valori fondanti dell’Unione Europea, e che rischiano di avere anche pesanti ripercussioni sull’insieme del continente, sull’economia e la democrazia degli altri paesi. Leggi la mozione.
La nostra non sarà l’estate di chi guarda rilassato il mondo andare in rovina. Sarà quella del primo passo insieme, per cambiare molte cose,  per costruire una forza politica più forte e larga, diversa, che cammina tra la gente, che porta uguaglianza e libertà laddové prima regnava soltanto l’arroganza.
Buon lavoro a tutti e tutte,
non perdiamoci di vista.

Nichi Vendola

E’ F E S T A !!

Festa 1 Festa 2

Riceviamo dalla lista SiTuSi e con approvazione pubblichiamo

Un’Amministrazione abborracciata e bugiarda, che si disinteressa della salute dei cittadini e della difesa del  territorio del Comune di Correggio

La lista SiTuSi, unitamente al M5S, hanno presentato il 28 novembre scorso in Consiglio Comunale una mozione per indurre l’amministrazione comunale di Correggio ad effettuare controlli più stringenti sulle centrali a biomassa e biogas e  disincentivare l’apertura di nuovi impianti a tutela della salute e dell’ambiente

Scopo di questa mozione:

  1. impegnare l’Amministrazione ad effettuare e far effettuare i controlli previsti dalla legge

  2. impegnare l’Amministrazione ad applicare scrupolosamente tutte le leggi e le norme vigenti a difesa del territorio e della salute pubblica nella costruzione e nella gestione delle centrali

 Durante la campagna elettorale abbiamo constatato una sostanziale convergenza di vedute con il programma del PD circa la negativa ricaduta sulla salute di noi Correggesi provocata dall’ abnorme proliferazione di queste centrali, e lo stesso atteggiamento critico sulla vicenda ENCOR, nel luglio scorso proponemmo al PD e al M5S di costruire una mozione comune che traducesse in atti concreti quanto da tutti promesso in campagna elettorale. Il M5S ha risposto subito e convintamente, il PD non ha mai trovato il tempo per discutere di questi temi, rimandando con motivi pretestuosi gli incontri.  A novembre, quindi, abbiamo deciso di presentare la nostra mozione in Consiglio.

 Cosa ha fatto il PD? Ha votato contro riportando anche  argomenti rivelatisi poi falsi.

La dichiarazione dell’assessore all’ambiente “… a meno di leggi che subentrino in questo momento,(le autorizzazioni alla costruzione di nuove centrali) dovrebbero scadere tutte a Dicembre (2014)” è stata platealmente sbugiardata dalla stessa Amministrazione la quale, in risposta ad una nostra interrogazione sul numero di autorizzazioni rilasciate ma non ancora utilizzate, le proprietà e le relative scadenze, ha ammesso che le 8 autorizzazioni già rilasciate e non ancora utilizzate scadono alcune nel 2016 e, la maggior parte, nel 2017.

 Ricordiamo che il Piano Energetico Comunale (P.E.C.) che questa amministrazione non ha ancora dichiarato decaduto, prevede la costruzione di 19 centrali sul territorio correggese,  di cui :

     n.11 impianti già costruiti

     n. 8 autorizzazioni a costruire / terminare 

 Dovendo reperire la maggior quantità di risorse per pagare i creditori, (30 milioni di euro è il debito di ENCOR)  il curatore fallimentare potrà vendere sia le centrali già costruite che le autorizzazioni alla costruzione dei nuovi impianti.

Non solo! Il P.E.C prevede anche che, per la produzione di biomassa utilizzata nelle centrali, possano essere utilizzati fino a 3.300 ettari, il 50% di tutto il terreno agricolo correggese, snaturando completamente la vocazione agricola del territorio.

 La nostra lista, sempre congiuntamente al M5S, ha presentato numerose interrogazioni con l’obiettivo di COSTRINGERE l’Amministrazione

  • a svolgere appieno il ruolo, che  dovrebbe esserle proprio, di primo garante della salute dei cittadini e di difesa del territorio,

  • a concertare con gli Enti preposti  azioni di monitoraggio degli impianti esistenti tese ad assicurare la corretta gestione degli impianti ed il rispetto rigoroso di tutti i vincoli di legge,

Tutte le nostre legittime domande hanno ricevuto esclusivamente risposte BUROCRATICHE, con buona pace della difesa della salute dei Correggesi e di quanto scritto nel programma elettorale del PD.

La lista SiTuSi di Correggio

Riceviamo e volentieri diffondiamo l’appello di Padre Alex Zanotelli

“DELL’ELMO DI SCIPIO SI E’ CINTA LA TESTA…”
L’Alto Rappresentante della politica estera della UE, Federica Mogherini, sostenuta a spada tratta dal governo Renzi, da settimane sta premendo per ottenere dall’ONU il mandato per un’azione militare con lo scopo di distruggere i barconi degli scafisti nelle acque libiche e bloccare così l’esodo dei profughi. L’Italia sta brigando
per essere capofila di questa  coalizione militare che, con un’operazione navale e anche terrestre (così sostiene il Guardian) andrà a colpire gli scafisti.
Eppure se c’è una nazione che dovrebbe defilarsi è proprio l’Italia, particolarmente odiata dai libici come  ex-potenza coloniale. Quando la Libia è stata una nostra colonia, noi italiani abbiamo impiccato e fucilato oltre centomila libici. Non contenti abbiamo partecipato attivamente a quella assurda guerra, iniziata dalla Francia e
dall’Inghilterra nel 2011 per abbattere il regime di Gheddafi, che ha portato all’attuale situazione caotica della Libia. Ed ora l’Italia si prepara a guidare un’altra azione militare che, con il pretesto di salvare i profughi da morte nel Mediterraneo, creerà un altro disastro umano. Infatti anche se riuscissimo a distruggere i barconi degli scafisti(non sarà così facile!), non faremo altro che aggravare la situazione di milioni di profughi sub-sahariani, mediorientali e
asiatici intrappolati ora in un paese in piena guerra civile. Amnesty International, in un suo recente rapporto parla di massacri, abusi, violenze sessuali, torture e persecuzioni (49  cristiani provenienti dall’ Egitto e dall’Etiopia sono stati decapitati) , perpetrate contro i profughi. Non è più possibile chiudere gli occhi- afferma Philip Luther di Amnesty- e limitarsi a distruggere le imbarcazioni dei trafficanti senza predisporre rotte alternative e sicure.  Altrimenti condanneremo a morte migliaia e migliaia di rifugiati, ma questo avverrà lontano dai ‘ casti ‘occhi degli europei e dai media. Il governo di Tobruk del generale Khalifa Haftar (sostenuto dall’Egitto) ha risposto :”Bombarderemo le navi non autorizzate.” E anche l’ambasciatore libico all’ONU ha parlato di intenzioni “poco
chiare e molto preoccupanti.”Purtroppo le intenzioni sono ben chiare: è guerra!
Noi invece diciamo un NO ad un altro intervento militare della UE ,capitanata dall’Italia. E’ mai possibile che questa nuova avventura militare italiana avvenga senza una discussione in Parlamento? E’ mai possibile il silenzio quasi totale dei partiti politici su questo argomento?
Dobbiamo chiedere invece alla UE e all’Italia di imporre un embargo sulla vendita di armi ai ‘signori della guerra’ in Libia. Chiediamo altresì alla UE perché faccia pressione sulla Tunisia e sull’Egitto perché questi due paesi confinanti aprano le loro frontiere per accogliere i rifugiati intrappolati in Libia. Ma la UE dovrà poi concordare con l’Egitto e la Tunisia l’apertura dei corridoi umanitari per permettere ai rifugiati di arrivare in Europa. Questa sì sarebbe una vera soluzione per i profughi e segnerebbe la sconfitta degli scafisti e delle organizzazioni criminali.
Ma la via che noi stiamo seguendo è un’altra. E’ quella del Processo di Khartoum:trattare con i governi  dei paesi da cui provengono i profughi e costruirvi campi di raccolta nei paesi di origine, come il Sudan o l’Eritrea. Perseguendo questa politica, l’Unione Europea ,tramite il Fondo Europeo per lo Sviluppo, elargirà entro il 2020, 312 milioni di euro al governo eritreo, senza richiedere il rispetto dei diritti umani. Questi fondi sono stati sbloccati grazie alla visita in Eritrea di una delegazione italiana (24-26 marzo 2015) . Come italiani dobbiamo solo vergognarci! Purtroppo i nostri parlamentari ,che dovrebbero controllare la nostra politica estera ,dormono sonni tranquilli.
Chi pagherà questo protagonismo bellico italiano? Saranno proprio i profughi che il governo di Tripoli, vicino ai Fratelli Musulmani, incomincia già ad arrestare e a mettere in nuovi campi di concentramento. Saranno proprio i rifugiati a pagare più pesantemente per questa azione militare, inventata per salvare vite umane! Infatti
il documento presentato all’ONU parla di “danni collaterali”. Quanta ipocrisia! “Si pensa di punire chi si occupa dell’ultimo tratto del viaggio- ha scritto il generale Fabio Mini- e non i governi degli stati che alimentano la violenza, la corruzione e la guerra creando le condizioni dalle quali i migranti vogliono fuggire.”
Per questo mi appello a tutto il movimento della Pace , perché abbia il coraggio di dire NO a questo rigurgito di spirito guerrafondaio nel nostro paese. E’ ora di urlare che “la guerra è una follia” (come dice Papa Francesco).
                       Alex    Zanotelli
Napoli, 15 maggio 2015

LA BUONA SCUOLA DAVVERO

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La scuola italiana è scesa in piazza con il desiderio di difendere e migliorare la scuola pubblica di tutti e tutte. Sono state piazze grandi, colorate, piene di idee e di principi democratici da riaffermare con forza e convinzione. Finalmente l’Italia dimostra di sapere quanto grande sia la posta in gioco e così la realtà irrompe sulla scena di una politica ridotta a pura propaganda.

Questo Paese ha bisogno di una scuola di qualità, libera e pluralista. È lì, dentro quella fabbrica del futuro che è la scuola, che – come ha detto Nichi Vendola – si costruisce, giorno per giorno, l’avvenire della nostra comunità, che si misura lo spazio della sua libertà, il valore dell’uguaglianza, il livello reale della democrazia.

Abbiamo ancora tanta strada da fare per vincere questa battaglia e dare a docenti e ragazzi la scuola che meritano. Il governo ha prima chiamato ‘squadristi’ gli insegnanti che protestavano e poi, ieri, di fronte all’imponenza delle manifestazioni, ha preferito scegliere toni più concilianti. Ma questo non basta e non deve farci interrompere le mobilitazioni: la commissione che sta vagliando il testo alla Camera dei Deputati fino ad oggi non ha ancora approvato modifiche che intervengano sui punti fondamentali che ci stanno più a cuore: fondi, stabilizzazioni, diritto allo studio. I nostri numerosi emendamenti – tra cui quello che chiedeva un decreto per risolvere in tempi utili alla riapertura dell’anno scolastico il problema degli insegnanti precari – fino ad oggi non sono stati accolti.

Eppure per la prima volta sembra che il premier Renzi si senta costretto dalle proteste ad aprire un dialogo e un confronto: un’occasione per dimostrare che la bandiera dell’uomo solo al comando è foriera di errori e di pericoli. Un’occasione per riaffermare che solo la partecipazione democratica potrà salvare il Paese dalla crisi e dalla crescita delle disuguaglianze. Sulla scuola la buona politica può vincere e portare a casa risultati importanti: non rinunciamoci. Facciamolo per i ragazzi e le ragazze a cui per decenni è stato sottratto futuro, facciamolo per i lavoratori umiliati, per la libertà dell’insegnamento e della cultura.

Si fa spazio un’altra Italia, con tutta un’altra scuola tra le mani. Prendiamola per mano e diamogli forza e voce.

Facciamolo continuando a frequentare i luoghi animati da questa nuova richiesta di partecipazione. Facciamolo senza smettere di avanzare proposte e riflessioni. Potete leggerne molte sul nostro sito, all’indirizzo www.sinistraecologialiberta.it. Troverete contenuti scaricabili da diffondere nella sezione ‘MATERIALI’, articoli di approfondimento, un documento dettagliato a cui abbiamo dato il titolo ‘FATTORE SAPERE’. Qui invece troverete il video dell’incontro pubblico con il mondo della scuola a cui abbiamo dato vita nei giorni scorsi con Nichi Vendola, Tullio De Mauro, Benedetto Vertecchi, Cristian Raimo: https://www.youtube.com/watch?v=oCFEcRth7zk.

Infine, da oggi sono disponibili in homepage anche le slide che abbiamo preparato in risposta all’equivoca campagna #vogliosapere del Partito Democratico: diffondiamole, facciamole girare, condividiamole sui nostri social.

Al Parlamento diciamo osate cambiare, perché chi migliora la scuola, migliora il futuro!
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Pubblichiamo volentieri l’intervento svolto dal Presidente dell’ANPI di Correggio – Fabrizio Tavernelli – il 25 gennaio 2015 in occasione della commemorazione della battaglia partigiana di Canolo.

In questi anni abbiamo trovato tante e nuove parole, abbiamo inventato, abbiamo portato contributi al nostro laboratorio di memorie. Dunque lo sforzo di ogni anno, di ogni nuova iniziativa è quello di rielaborare, di aggiungere punti di vista, di allargare il raggio di azione, di coinvolgere sempre più persone e in particolare le nuove generazioni. E’ a loro che deve giungere chiara e nitida la trasmissione e ora tocca a noi. Siamo noi testimoni e testimone, certo non testimoni diretti ma sicuramente ben informati, istruiti, convinti dell’opera che ci compete. Noi siamo il tramite tra i partigiani, tra i nostri partigiani e le generazioni che stanno arrivando, che arriveranno. Oggi avrei voluto fare un intervento più conciliante, neutrale, più accomodante, meno problematico ma vi confesso che dopo aver speso tante parole e concetti sento forte il bisogno di rapportarmi ad un quotidiano. Dopo che mi sono addentrato nel territorio ora necessariamente devo sconfinare. Ho bisogno di capire se noi stiamo seguendo con coscienza, morale, etica la strada indicata dai partigiani, voglio capire se posso guardare con fiducia e serenità i cippi ai lati della strada che oggi abbiamo commemorato. Voglio capire se possiamo pronunciare senza tentennamenti i nomi dei caduti che celebriamo , dei ragazzi che ricordiamo. Sinceramente qualche dubbio mi agita, qualche domanda si fa strada : il percorso è giunto al suo termine, la liberazione è avvenuta veramente, quell’eredità è in pericolo? Partirei dal significato, dall’etimologia della parola partigiano. Partigiano, ovvero, stare da una parte, scegliere una parte e una volta fatta questa scelta portare avanti una idea, un disegno, una speranza anche se questo può costare, può comportare dolori, pericoli. Stare da una parte non è facile, ci sono alti e bassi, momenti di sconforto, a volte di disperazione ma nonostante tutto si combatte affinchè le proprie idee possano realizzarsi, possano trovare una loro affermazione per un bene comune. Allora fu una scelta portata avanti fino alle estreme conseguenze. Vi immaginate un resistente che passa da un momento all’altro alla parte avversa? Conoscete partigiani che abbiano venduto la loro voglia di libertà, passando nelle fila del nemico di allora? Quanti nomi di traditori (lasciatemi usare un po’ di iperboli) partigiani passati con i fascisti conoscete? Io veramente non ne conosco o forse sono veramente pochi, non proprio distinguibili. Certo è invece esistita una zona grigia, una parte silenziosa che per tornaconto personale, per quieto vivere, per egoismo o anche solo per paura ha cercato una propria sopravvivenza, un rimanere a galla accettando ogni ingiustizia, rimanendo vicini al vincitore, al potente di turno. Sappiamo di come il fascismo e il nazismo abbiano portato avanti il loro disegno, di come abbiano compiuto nefandezze, di come abbiano represso ogni diritto e libertà, tra il silenzio, tra una accondiscendenza di una massa di persone che ha preferito chiudere gli occhi. Il fascismo prospera tra il silenzio, nell’ipnosi dei popoli le cui paure, incertezze, difficoltà economiche vengono strumentalmente indirizzate verso un capro espiatorio. Una ipnosi causata da teorie astruse e che trova sfogo nel razzismo, nelle guerre etniche, nella ricerca di un uomo forte al comando.

E ‘ in questi periodi di terrore, in questi periodi instabili, in questa emergenza sociale che si accetta tutto, compreso il calpestare la dignità degli esseri umani.

Siamo a pochi giorni dalla data che rappresenta il Giorno della Memoria. Qualche sera fa ho visto un documentario sui campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, dove si riportavano testimonianze dirette dei pochi sopravvissuti o di chi, all’epoca bambino, ha passato gli anni della sua infanzia in quei luoghi dell’orrore, in quei luoghi in cui si concentrava la disumanità.

E’ stato come rivivere il viaggio che ho fatto qualche anno fa su quei luoghi insieme al treno per Auschwitz organizzato dalla Fondazione Fossoli. Ancora una volta ho rivissuto quelle sensazioni, quello sconcerto, quel terrore, quelle lacrime. Ho respirato quello che non avrei mai voluto respirare. Ho percepito quello che non avrei mai voluto percepire. In quei campi sterminati, in quei campi di sterminati, in quelle camere a gas, in quel che rimane dei forni crematori, nello studio del dottor Menghele, ecco io credo che in questi luoghi abbia regnato il male. Ho una idea sfumata delle divisioni tra il bene e il male, non credo alla netta e tranciante divisione tra buoni e cattivi, ma se dovessi indicare una sola certezza, un unico punto fermo di convinzione, penso che in quei posti, a Birkenau, Dachau, Auschwitz e perchè no, avvicinandosi a noi ai Servi, si sia materializzato il male assoluto. Ora non vi sembri un collegamento arduo ma sentire i proclami di forze razziste e intolleranti come la Lega di Salvini o come altre forze di estrema destra che stanno sorgendo un po’ ovunque nella vecchia Europa mi procura inquietudine e sdegno. Molte di queste forze negano l’olocausto, molte di queste forze vorrebbero confini chiusi, nuove leggi razziali, usano la violenza. Molte di queste forze sono tremendamente vicine a quel male assoluto, il nazifascismo.

E’ per questo che noi forze democratiche, nuovi resistenti, antifascisti, dobbiamo stare lontani e allontanare queste derive xenofobe e intolleranti. Allo stesso modo mi inquieta la religione usata come mezzo di persuasione e come sfogo integralista di tensioni mondiali. Noi che abbiamo imparato le lezioni, nelle nostre terre, così come sui libri di storia (finchè non verranno del tutto epurati, in nome di una non ben definibile pacificazione, in un indistinto tutto uguale) non possiamo trovare convivenze, connivenze, territori comuni con forze politiche pericolosamente vicine a posizioni violente, razziste, omofobe. Ritono alla Lega e cito di nuovo uno scambio di opinioni sul notiziario Anpi, in merito alla organizzazione di una iniziativa della lega tenutasi lo scorso 25 aprile. 25 Aprile e razzismo, sono due elementi antitetici. Certo a tutte i partiti deve essere garantita la libertà di espressione ma certe espressioni non sono affatto ammissibili il giorno della Liberazione. Io continuo a provare inquietudine quando sui nostri palchi, il 25 aprile, osservo la presenza della lega. Probabilmente sono conservatore e ideologico, possibile ma allora tutti noi che ci troviamo qui oggi siamo conservatori e ideologici. Allo stesso modo un po’ mi turbo quando, in nome di una vittoria a tutti i costi, in nome del governare a tutti i costi, in nome dell’occupazione di posti di potere a tutti i costi, si accettano alleanze discutibili , sino ad accettare senza alcun imbarazzo (vedi l’ultimo caso delle primarie a Genova) i consensi, i voti, i supporti di forze vicine alla destra, vicine ad ambienti che mantengono un legame con il fascismo, con quel male di cui parlavamo prima.

E’ vero che oggi c’è la politica dello smartphone, si prendono importanti decisioni con un tweet, c’è il post-ideologico, c’è il populismo digitale, non c’è più destra e sinistra (forse dico io e forse solo in Italia, perchè a quanto pare in altre parti d’Europa la voglia di sinistra pare esserci ancora, vedi proprio oggi il risultato delle elezioni in Grecia). Io mi farei qualche domanda quando il portavoce di un candidato di centrosinistra (ritorno a Genova) è tranquillamente ospite e frequentatore di Casa Pound. La stessa Casa Pound che porta avanti, sotto una fasulla immagine di intellettualità di destra, la trasmissione del male assoluto. La stessa Casa Pound che qualche giorno addietro, grazie ad alcuni suoi adepti ha spaccato la testa ad un attivista di un centro sociale a Cremona. A me, a noi dell’anpi, non interessa affatto avere vicinanze con forze che dagli stadi a internet continuano a fare proselitismo e diffondere rabbia e odio. Allo stesso modo la politica, specialmente quella che si riconosce nel valori dell’Anpi, dovrebbe demarcare una totale lontananza da queste forze di estrema destra. Non c’è nessuna ragione che possa legittimare una vicinanza, un sostegno o addirittura una alleanza, fosse anche per vincere primarie o dispute elettorali. Io continuo a pensare che se scegli una parte, la tua parte è quella, aldilà di scopi personali, al di là di mire espansionistiche, oltre le ambizioni, oltre ai tornaconti, oltre la poltrona. Qualcuno penserà che stia facendo un discorso demagogico e populista, chissà può essere (in verità io non nego la mia esperienza politica, mi è servita per conoscere dal di dentro i meccanismi, meccanismi non sempre ben oliati, non sempre limpidi) il problema è che la politica, la sua mutazione continua, il passare da una parte all’altra con disinvoltura dei politici, la assoluta mancanza di coerenza e coscienza, non sono di sicuro la giusta risposta al populismo e ai demagoghi. La politica si sta facendo male da sola. C’è una insostenibile disinvoltura nel passare da una casacca all’altra, senza porsi alcun scrupolo morale, sembra di essere al mercato calcistico e sembra che la politica si sia trasformata in una sfida tra tifosi disposti a vincere ad ogni costo. Addirittura quello che ci era stato detto essere il nostro avversario più acerrimo, può diventare da un giorno all’altro il nostro più prezioso alleato e può capitare che pur pregiudicato, possa entrare ed uscire da Palazzo Chigi per decidere le sorti del paese e il futuro presidente della Repubblica. Oggi tra le due parti, invece che sceglierne una si preferisce vivacchiare in una indistinta terra di mezzo, è in questo luogo del silenzio che si decide il futuro degli individui, dove si allacciano affari, dove l’economia schiaccia i diritti acquisiti dopo lotte e rivendicazione di cui la resistenza è stato il primo input, la prima luce, la prima scintilla. Quindi oggi siamo qui a celebrare, ma non è che domani ci togliamo il fazzoletto partigiano ed è finita lì, ce ne dimentichiamo. E’ domani che inizia la nostra liberazione, è domani che dobbiamo proseguire sulla strada contrassegnata dai cippi e dai nomi dei nostri partigiani. Il nostro territorio ha bisogno di scegliere una parte, se volete chiamarla legalità, diritti, trasparenza, chiamatela come vi pare ma non è ammissibile alcuna ipocrisia. Qualcuno ha trovato connessioni e nuove forme di resistenza nella lotta alla mafia, bene, si prosegua ma non basta più andare a liberare quelle terre, non basta confiscare territori lontani, perchè ora il territorio da liberare è il nostro. Le infiltrazioni mafiose non sono frutto della intraprendenza e della spregiudicatezza della malavita organizzata, no, sono un cedimento etico e morale delle difese democratiche, sono un abbassarsi del livello di anticorpi sociali, sono sconfitte della pulizia morale della nostra politica. A queste degenerazioni occorre reagire, rimettendo in campo la coscienza. Insomma oggi se siamo qui è perchè non vogliamo essere indifferenti. Tutti, partigiani, nuovi resistenti, associazioni , amministratori, semplici cittadini che devono portare avanti quotidiane lotte di liberazione in ogni ambito, compresa la vita di tutti i giorni, ben consci di sapere che è stata scelta una parte. Chiudo citando un verso di Luigi Tenco, da una sua canzone intitolata “io sono uno” :

“IO SONO UNO CHE NON NASCONDE LE SUE IDEE, QUESTO E’ VERO, PERCHE’ NON MI PIACCIONO QUELLI CHE VOGLIONO ANDAR D’ACCORDO CON TUTTI E CHE CAMBIANO OGNI VOLTA BANDIERA PER TIRARE A CAMPARE”

Fabrizio Tavernelli

presidente Anpi Correggio

IL PD VOTA CONTRO ALLE SUE PROMESSE DI TRASPARENZA E DIFESA DELLA LEGALITA’

Digestori

La mozione presentata congiuntamente al Consiglio Comunale il 28 novembre dai gruppi consigliari SiTuSi e movimento 5 stelle chiedeva, con molto garbo, di impegnare il Sindaco di Correggio e la sua Giunta a svolgere i seguenti interventi:

  • Redigere con metodo partecipativo il nuovo Piano Energetico Comunale (PEC) poiché quello esistente e’ in massima parte obsoleto nelle ipotesi e certamente improponibile nel futuro dopo il disastro di En.Corso
  • Verifica del rispetto delle norme vigenti da parte delle centrali a biogas e biomasse esistenti ed operanti sul territorio comunale (controllo di legalità)
  • Impegnarsi ad attivare gli organismi preposti a verificare la compatibilità delle emissioni inquinanti con gli standard previsti dalla legge al fine di tutelare la salute dei cittadini
  • Pubblicare i risultati dei controlli e delle verifiche richieste (trasparenza)

Ebbene su queste semplici e sacrosante richieste il gruppo consigliare del Partito Democratico ha votato contro insieme al gruppo Correggio al Centro.

Ora viene da chiedersi se quanto dichiarato dal programma elettorale del PD in merito a queste questioni sia stato scritto solo per accalappiare qualche voto in più senza che questo corrisponda coerentemente ad un metodo ed una prassi di governo intrapresa dalla maggioranza o se, invece, siano sorti nuovi elementi sconosciuti ai comuni cittadini che hanno indotto il PD ad una inversione così radicale e repentina dai propositi dichiarati in campagna elettorale meno di sei mesi fa.

Dal canto nostro appoggeremo la battaglia del gruppo consigliare SiTuSi su queste tematiche e daremo tutto il nostro contributo affinchè le questioni poste dalla mozione abbiano a realizzarsi al più presto.

Vilder Corradi (coordinatore del Circolo di Correggio)